Duccio di Buoninsegna, La Maestà del Duomo di  Massa Marittima. 

Nel Duomo di Massa Marittima, in Toscana, si può ammirare la splendida tavola raffigurante la “Maestà” o “Madonna delle Grazie” di Duccio di Buoninsegna,realizzata nel 1311 dall’ indiscusso pittore dominante della scena senese. Alle Gallerie degli Uffizi di Firenze potrete trovare la più nota “Madonna dei Laudesi”, maggiormente conosciuta come “Madonna di Rucellai”.

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Collezione Roberto Casamonti

A Palazzo Bartolini Salimbeni in piazza Santa Trinità a Firenze è possibile visitare al piano nobile la Collezione Casamonti inaugurata il 24 Marzo 2018. La collezione messa insieme dalla forte passione per l’arte dell’imprenditore Roberto Casamonti raccoglie le opere del XX secolo che vanno dai primi del novecento con esemplari unici di Fattori e dei Macchiaioli per arrivare all’arte italiana ed internazionale degli anni ’60.

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Centro Per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci 

Segnaliamo il centro per l’Arte Contemporanea di Prato “Luigi Pecci” riaperto poco meno di un anno fa (16 ottobre 2016) a seguito di tre anni di chiusura e una ristrutturazione costata ben 15 milioni di euro. Il vecchio edificio realizzato da Italo Gamberini è stato riqualificato dall’architetto sino-olandese Murice Nilo e si presenta attualmente fasciato da una forma serpentina e dorata. La sembianza avveniristica ad anello da nuovo sviluppo degli spazi interni in cui troviamo esposte le opere dei più grandi artisti. Della collezione permanente fanno parte le opere e le installazioni di Mario Merz, Jan Fabre, Michelangelo Pistoletto, Vito Acconci, Lucio Fontana, Andy Warhol, Bruno Munari, Jannis Kounnelis, Sol Lewitt, Superstudio, Fabio Mauri, la cui stessa installazione “Luna” era presente al Museo Madre di Napoli durante la “Retrospettiva a Luce Solida” in merito alla quale ci siamo già occupati. Splendida l’installazione “Transarquitetonica” di Henrique Oliviera, artista brasiliano, realizzata per la mostra inaugurale del Centro “The end of the world”.

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Musei Civici di San Gimignano

I Musei Civici di San Gimignano comprendono il Palazzo Comunale, la Pinacoteca, la Torre Grossa, la chiesa medievale di San Lorenzo in Ponte, il Museo Archeologico, la Spezieria di Santa Fina che conserva gli antichi preparati medicinali e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”. La Galleria intitolata al pittore milanese, che scelse lo splendido borgo medievale come suo luogo d’elezione, conserva una ricca sezione dedicata ai più importanti nomi del Novecento.

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L’arte contemporanea a Capodimonte

Non tutti sanno che al Museo di Capodimonte è presente una ricca sezione di arte contemporanea fornita di opere dei più grandi artisti della popart, dell’informale, dell’espressionismo americano, dell’arte povera. Al secondo piano, li dove si creano due diramazioni, da un lato l’ottocento napoletano e dall’altro l’arte contemporanea, si viene accolti da un’installazione dell’artista greco Jannis Kounellis.

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Giardini di Boboli e Palazzo Pitti, Firenze

Situato sulla riva destra dell'Arno, il Palazzo, per secoli usato come primigenia residenza dei Medici, poi dei Lorena ed infine dei Savoia, è oggi sede di diversi musei statali reintranti nel polo museale delle Gallerie degli Uffizi. Organizzati per settori artistici troviamo: la Galleria Palatina, la Galleria del costume, la Galleria di arte moderna, il Museo delle Porcellane, il Museo degli Argenti e il Giardino di Boboli, un museo all'aperto in alcuni punti un po' da riqualificare.

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Basilica Santa Trinita, Firenze

La basilica di Santa Trinita è una delle più importanti di Firenze soprattutto per l’evoluzione storico artistica della città. Secondo l’uso fiorentino si pronuncia sdrucciola, secondo la pronuncia latina al nominativo (Trinìta). Dove ora è situata la basilica minore esisteva un’antica chiesa dedicata a Santa Maria dello Spasimo dei Vallombrosani, documentata già nel 1077. Tra il 1250 e il 1258 vennero avviati i lavori di ampliamento in stile gotico su progetto attribuito da alcuni a Nicola Pisano e altri a Neri di Fioravanti.

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Complesso di Santa Maria Novella, Firenze

Il Complesso di Santa Maria Novella comprende la Basilica (situata nell’omonima piazza) alla quale si accede dalla splendida facciata incrostata di marmi bianchi e verdi, la cui sezione superiore fu completata nel 1470 su disegno di Leon Battista Alberti. L’interno, scandito da pilastri gotici, conserva capolavori unici. Primo fra questi, sospeso nella navata centrale, il Crocifisso dipinto da Giotto intorno al 1288-89, è una delle opere più antiche. Il Complesso comprende anche i primi due chiostri dell’antico convento, il Chiostro Verde e il Chiostro dei Morti, il Cappellone degli Spagnoli e infine il Refettorio.

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Museo Duca di Martina, piano Nobile

Oggi si è inaugurato il piano Nobile del Museo Duca di Martina, dopo sei mesi di chiusura per i lavori di restauro. Questo piano della Villa, inserita nel Parco della Floridiana, era un tempo abitato da Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia, e conserva una cospicua collezione di ceramiche, dipinti e mobili.

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Museo Salvador Dalì

A Barcellona vi è un museo dedicato interamente al grande artista surrealista Salvador Dalì. Il genio Dalì fu in realtà un artista già ben oltre il surrealismo e sarà anche il primo ad essere espulso dal movimento perché troppo esuberante, una prima donna, che andrà ad offuscare la figura dell’altrettanto eccentrico poeta André Breton, teorico e fondatore del movimento surrealista. Il primo “Manifesto del Surrealismo” sarà pubblicato nel 1924, alla base del movimento vi è la rappresentazione dell’inconscio. L’inconscio mette a nudo il processo intimo del proprio io lasciando che un’idea segua l’altra senza la consueta logica del ragionamento ma per mezzo dell’automatismo psichico, come accade nel sogno quando le immagini si susseguono senza un legame apparente.

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Museo Duca di Martina

Il museo all’interno della villa Floridiana di Napoli, residenza estiva della duchessa di Floridia, moglie morganatica di Ferdinando di Borbone, è sede dal 1931 di una delle più grandi collezioni di arti decorative.

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Museo Civico Gaetano Filangieri

Il museo, in via Duomo, nasceva nel 1882 con il nome di “Museo Artistico Industriale”, prima scuola in Italia voluta dal principe Geatano Filangieri sul modello delle scuole della Germania guglielmina “dell’opera d’arte totale” (Kungstgewerbeschule), come ad esempio la Colonia di artisti di Darmstadt del granduca Ernst Ludwig von Essen, secondo il programma inglese “dell’imparare vedendo” (progetto pedagogico di Henry Cole).  Tali istituti erano nati con l’intento "di affiancare alla formazione un museo secondo il principio che sia gli operai manifatturieri, sia il pubblico dovessero istruirsi ed aggiornarsi mediante la visione diretta degli oggetti e la più ampia possibilità di confronti". All’inizio del secolo Napoli nel settore delle arti applicate, soprattutto nel tradizionale campo della ceramica, era al passo e poteva competere con le grandi capitali europee, quali Parigi e Vienna.  La presenza nella scuola di grandi artisti quali Domenico Morelli e Filippo Palizzi diedero un notevole contributo al successo della scuola.

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Museo di Capodimonte, Napoli

Le origini del Museo di Capodimonte coincidono con le vicende storiche e dinastiche che nel 1734 portarono sul trono di Napoli Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, già duca di Parma e Piacenza. Traferitosi nella nuova capitale del Regno, portò con se le collezioni farnesiane ereditate dalla madre, costituita da dipinti, disegni, bronzi, cammei e reperti archeologici, allora sistemati tra le residenze del ducato di Parma e Piacenza e il Palazzo Farnese a Roma. Dispose nel 1736 il trasferimento via mare da Genova delle raccolte che furono custodite, in pessime condizioni espositive, nell’antico Palazzo Reale, in attesa di essere trasferite in una più adeguata sede espositiva. Carlo di Borbone e i suoi ministri avevano già scelto per esigenze di corte, ma anche per la sistemazione definitiva delle parti più importanti e consistenti delle collezioni, la collina di Capodimonte per la costruzione della nuova Reggia.

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Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli discende dal Real Museo Borbonico. La fondazione del Museo Borbonico risale al 1777, anno in cui il giovane re Ferdinando di Borbone decise di riunire in una sola sede il Palazzo degli Studi, che dal 1615 aveva ospitato l’Università di Napoli, e le sue ricche raccolte museali d’arte antica e moderna. Il Museo Borbonico era molto più di un museo per la pluralità delle funzioni svolte. Infatti insieme al museo trovarono collocazione la Real Biblioteca Borbonica, la Reale Accademia di Pittura, l’Accademia Ercolanese, più vari laboratori di restauro. Un vero e proprio palazzo della cultura e l’antico obiettivo di dare prestigio a una casata dinastica attraverso la formazione e l’esposizione di collezioni d’arte. A tal proposito il re Ferdinando sancì che la proprietà del Museo rimanesse legata alla singola persona del re. L’altro aspetto che rese il Museo Borbonico molto di più di un semplice museo fu la nascita nel 1807 della struttura “Museo Reale e Soprintendenza agli scavi dl Regno”.

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Complesso Monumentale di Santa Chiara, Napoli

In via Benedetto Croce, nel centro storico della città di Napoli, sorge l’antico Complesso di Santa Chiara, voluto dal re Roberto d’Angiò e della moglie Sancia di Maiorca. La sua costruzione fu iniziata nel 1310, prevedendo due conventi, uno per le clarisse e uno per i frati minori francescani. La peculiarità del Complesso sta nel prezioso chiostro maiolicato, unico nel suo genere. Nel corso dei secoli il chiostro ha subito notevoli modifiche, tra queste la più rilevante è sicuramente quella ad opera dell’architetto Domenico Antonio Vaccaro. 

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Museo Novecento

Il Museo Novecento è collocato all’interno dell’antico Spedale delle Leopoldine di Piazza Santa Maria Novella. Uno dei musei più belli di Firenze, raccoglie circa 300 opere ed è interamente dedicato all’arte italiana del XX secolo che vide Firenze come centro della scena culturale anche internazionale. I 15 ambienti espositivi sono allestiti secondo un percorso a ritroso, partendo dagli anni ‘90 fino ai primi decenni del ‘900. Si inizia al primo livello con la sala dedicata a “Firenze alla Biennale di Venezia nel 1988”.

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Certosa di San Martino, Napoli

La Certosa di San Martino fu fondata nel 1325 da Carlo, duca di Calabria, figlio di Roberto d’Angiò. Edificata a partire dal 1325 sotto la direzione degli architetti Tino di Camaino, Francesco di Vito e Attanasio Primario, nel 1368 la chiesa fu solennemente consacrata a Maria Vergine, a San Martino e a tutti i Santi dal cardinale Guglielmo d’Agrifoglio. Nel 1591 il fiorentino Giovanni Antonio Dosio ebbe l’incarico di ampliare la Certosa, passando dal severo stile gotico all’attuale veste barocca. Alla sua morte, nel 1609, i lavori furono proseguiti da Giovanni Giacomo Conforto, cui si deve la monumentale cisterna del chiostro.

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Museo MADRE di Napoli, via Luigi Settembrini 79

L’ottocentesco complesso Donnaregina è sede del MADRE, il museo di arte contemporanea di Napoli. Il restyling del museo, inaugurato nel 2005, è stato realizzato dall’architetto portoghese Alvaro Siza. Le maniglie e i loghi delle toilette, le scale che portano alla terrazza, con gli inconfondibili tagli di luci e ombre, sono elementi che si accomunano ad un altro progetto dell’archistar, quello della stazione Municipio della metropolitana linea 1 di Napoli, recentemente inaugurata. Nella sala Regia del complesso lo spettatore viene accolto dall’installazione site-specific “Comm en enfant” dell’artista francese Daniel Buren. Le costruzioni architettoniche, come quelle dei tradizionali giochi per bambini, rendono lo spazio rarefatto che si accelera grazie ai colori e agli effetti optical. Il pubblico diventa partecipe ed entra in relazione con l’opera in situ di Buren, le superfici e i colori, cambiando, danno effetti ottici attraverso i moduli standard simili a quelli delle costruzioni per bambini.

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Chiesa di Sant’Angelo a Nilo, Bassorilievo di Donatello, piazzetta Nilo, Napoli

Nel centro storico di Napoli a piazzetta Nilo all’interno della Chiesa di Sant’Angelo a Nilo sono conservati i sepolcri di diversi esponenti della famiglia Brancaccio, tra questi il monumentale sepolcro del cardinale Rainaldo Brancaccio con il meraviglioso e poco conosciuto bassorilievo opera di Donatello e di Michelozzo.

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Museo Salvatore Ferragamo

Il museo, inaugurato nel 1995 per volontà di Wanda Ferragamo e dei suoi figli, è ospitato nella sede storica dell’azienda a piazza Santa Trinità di Firenze, il medievale palazzo Spini-Feroni. L’obiettivo del museo è valorizzare e rendere nota la storia del fondatore della casa di moda e delle sue calzature, vere e proprie opere d’arte ormai riconosciute come uno status symbol ed entrate di diritto nell’immaginario collettivo. Nel museo sono conservate più di 14.000 calzature, insieme a disegni, fotografie, brevetti e forme che riscostruiscono la storia e il percorso creativo di Salvatore Ferragamo da 1927 fino al 1960, anno della sua morte.

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Gallerie dell’Accademia

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia sono un museo statale, aperto nel 1817, e raccoglie la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto legata ai dipinti del periodo che va dal XIV al XVIII secolo. Tra i maggiori artisti figurano Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Veronese, Tintoretto e Tiziano. Al suo interno vi sono preservati anche sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo “Uomo vitruviano” (1490) di Leonardo da Vinci, esposto solo in particolari occasioni.

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Peggy Guggenheim Collection, Palazzo Venier dei Leoni

Palazzo Venier dei Leoni a Venezia fu acquistato nel 1949 da Peggy Guggenheim, che vi abitò per il resto della sua vita. Nata a New York nel 1898 da una ricca famiglia ebrea-svizzera, l’esistenza di Marguerite fu contraddistinta da un’infanzia dorata e allo stesso tormentata dai continui problemi coniugali dei genitori e dalla perdita del padre nel tragico inabissamento del Titanic, avvenuto il 14 aprile del 1912.  

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